|
Alessandro Mingarelli[1],[2],
Maria Casagrande1, Maria Benevento4,
Elisa Stella1,
Giuseppe
Germanò[3],
Luigi Solano[4],
Mario Bertini1
Riassunto.
Sulla base di alcuni studi che indicano una disregolazione emozionale negli
ipertesi, obiettivo di questo studio è verificare l’efficacia di un intervento
di Promozione della Capacità di Regolare
le Emozioni (PROCRE), nel facilitare il riconoscimento e la comunicazione
delle emozioni e nel ridurre i livelli di Pressione Arteriosa (PA) nelle persone
ipertese. Hanno partecipato allo studio 72 pazienti ipertesi, che hanno
costituito il gruppo PROCRE e quello di controllo (pazienti in lista d’attesa).
Prima e dopo il trattamento sono state valutate alcune caratteristiche
psicologiche (Alessitimia,
Locus of control della Salute,
Soddisfazione Soggettiva e Qualità della
vita) e fisiologiche (Misurazione
clinica della PA e Monitoraggio della
PA e della frequenza cardiaca per 24 ore) ed è stata eseguita un’anamnesi
medico-psicologica. Per i gruppi PROCRE si è previsto anche un
follow-up a 3 mesi. I gruppi PROCRE
hanno partecipato a 12 sedute con cadenza settimanale di 2 ore ciascuna; nelle
sedute dispari erano previste esperienze di
“gioco”, centrate su alcuni aspetti emozionali; mentre nelle sedute pari
venivano trattate le esperienze emozionali quotidiane. I principali risultati
hanno indicato nei gruppi PROCRE: un aumento del
Locus of control della Salute, una
diminuzione dei valori pressori (sia
sistolici che diastolici) e un minore uso
di farmaci antipertensivi.
Summary.
Based on some studies indicating an emotional deregulation in hypertensives, it
is an aim of this study to verify the efficacy of a
group of hypertensives training, designed to Promoting Emotional
Regulation Skills (PERS), in facilitating recognition and communication of
emotions and in decreasing blood pressure (BP) too. Seventy-two hypertensives
participated at the study, forming both the PERS group and the control group
(waiting list). Medical and psychological anamneses
were performed; then, psychological characteristics (Alexithymia,
Health Locus of Control, Satisfaction Profile) and physiological measures
(clinical recording of BP and 24 hours monitoring of both BP and heart rate)
were evaluated before and after treatment. In addition, a three months follow up
was planned. Hypertensives attended PERS group once a week for 12 sessions,
lasting 2 hours; in the odd sessions experiences of
“play” -focused on emotional aspects- was proposed, while even sessions
paid attention on emotional experiences of daily life. Results showed increasing
levels of Health Locus of control,
decreasing blood pressure values
(systolic and diastolic ones) and decreasing use of antihypertensive
medications.
L’alessitimia è considerata uno dei fattori di rischio di numerose patologie,
come l’ipertensione, il diabete, l’artrite reumatoide (Taylor et al., 1997). In
particolare, la relazione tra alessitimia e PA si spiegherebbe ipotizzando un
rapporto causale tra disregolazione affettiva e disregolazione del Sistema
Nervoso Autonomo (SNA) (Neumann et al., 2004). Si è osservato nei soggetti
alessitimici, rispetto ai non alessitimici, che una rievocazione di
eventi emotigeni determina un minore aumento della PA e della frequenza
cardiaca, ma anche un ritorno dei valori pressori alla loro linea di base più
lento e di minore entità (Newmann et al., 2004). L’insorgenza dell’ipertensione
potrebbe dunque essere l’esito di una ridotta capacità del sistema
cardiovascolare a ripristinare un’attività di base di fronte a situazioni
emotive non adeguatamente elaborate. Una relazione tra alessitimia e
ipertensione è stata osservata da diversi autori (p.e., Jula et al., 1999),
sebbene altri (Casagrande et al., 2005) abbiano evidenziato come quest’ultima si
osservi soltanto quando i livelli di PA sono talmente elevati da richiedere un
trattamento farmacologico.
Sul fronte dell’intervento psicologico si è osservato che gli alessitimici
rispondono in maniera deludente alle psicoterapie individuali basate
sull’introspezione (p.e., Taylor, 1995), mentre migliori risultati si sono
ottenuti con trattamenti di gruppo, che fornendo una più ampia gamma di
situazioni interpersonali, permetterebbero ai partecipanti una maggiore
possibilità di esperire e imparare a conoscere le emozioni (Fukunishi et al.,
1994; Beresnevaite, 2000). Altri studi (p.e., Costa et al., 1999) hanno
evidenziato una relazione tra alessitimia e
locus of control esterno. Le persone
con locus of control esterno,
sottoposte a compiti stressanti, presentano un aumento maggiore dei livelli
pressori (Weinstein e Quigley, 2006). Infine, un recente studio longitudinale
(Stürmer et al. 2006), condotto su ben 5114 soggetti, ha evidenziato come un
alto locus of control interno sia
associato a una riduzione del rischio di infarto del miocardio, valutato dopo 10
anni.
Nell’ottica di un modello salutogenico è rilevante che la persona si consideri
agente attivo di cambiamento e, pertanto, responsabile della propria salute; gli
studi sull’educazione alla salute dei pazienti
ipertesi parlano di un “paziente attivo” (p.e., Garrity e Garrity, 1985), ma, di
fatto, nel trattamento utilizzano perlopiù delle metodologie di tipo
educativo-informativo. Tali studi non considerano che non è solo rilevante la
quantità di informazioni ricevute, ma anche la capacità di integrarle con le
informazioni pregresse e con i sistemi dei valori e delle convinzioni. La
capacità di utilizzare le informazioni possedute è strettamente relata al senso
di padronanza che la persona percepisce rispetto a
determinati eventi o situazioni (Locus
of control). D’altro canto, nella regolazione dei comportamenti legati alla
salute, le emozioni hanno un ruolo fondamentale (Solano, 2001).
Sulla base delle relazioni fra ipertensione, alessitimia e
locus of control, può essere
rilevante valutare se un intervento PROCRE, che miri a facilitare il
riconoscimento, la discriminazione e la comunicazione delle emozioni, possa
migliorare nelle persone ipertese e alessitimiche la loro capacità di modulare
gli affetti, di percepire ed esperire un maggior controllo sulla salute, di
migliorare la qualità della vita e ridurre la PA. Si ipotizza, pertanto, nel
gruppo PROCRE, rispetto a quello di controllo, una diminuzione dei livelli di
alessitimia, valutata mediante la Toronto
Alexithymia Scale a 20 items (TAS-20); un aumento della padronanza e della
responsabilità dei comportamenti legati alla propria salute, valutate mediante
la Health Locus of Control Scale
(HLC); un aumento della soddisfazione soggettiva e
della qualità della vita, valutate mediante il
Satisfaction Profile (SAT-P); una
riduzione della variabilità e dei livelli di PA sistolica e diastolica, rilevati
dalla misurazione ambulatoriale per 24 ore e dalla misurazione clinica standard;
e, infine, una riduzione nell’utilizzo dei farmaci antipertensivi.
METODO
Hanno partecipato alla ricerca 72 pazienti ipertesi suddivisi in sei gruppi,
ognuno composto da 12 persone. Metà dei partecipanti hanno costituito il gruppo
PROCRE e l’altra metà il gruppo di controllo, costituito da persone in lista
d’attesa. La selezione dei soggetti si è effettuata sulla base di una serie di
criteri: motivazione a partecipare al gruppo (valutata mediante un colloquio
individuale condotto da uno psicologo), diagnosi (effettuata da un cardiologo)
di ipertensione essenziale (sistolica ≥ 140; diastolica ≥ 90; secondo le linee
guida ESH-ESC, 2003), assenza di gravi patologie organiche, di disturbi di
personalità conclamati e di disturbi psicotici (DSM-IV-TR, 2000); punteggi di
alessitimia (metà dei soggetti presentavano punteggi nella TAS-20 ≤ 51 e metà
avevano punteggi della TAS-20 ≥ 52). I gruppi risultavano omogenei per età,
utilizzo di trattamento farmacologico antipertensivo, e bilanciati per genere e
livelli di alessitimia (Tabella 1).
|
|
Partecipanti Gruppi PROCRE |
Partecipanti che hanno terminato i Gruppi |
Partecipanti che hanno abbandonato i Gruppi |
Partecipanti in Lista d’Attesa |
|
N° Persone |
36 |
21 |
15 |
25 |
|
Età |
56,61±11,26 |
58,81±11,13
(Min. 30 - Max. 71) |
53,53±11,03
(Min. 31 - Max. 73) |
55,56±9,13
(Min. 40 - Max. 71) |
|
Genere |
|
|
|
|
|
Anni di Scolarità |
14,22±4,04 |
15,09±3,56 |
13,00±4,46 |
13,88±3,62 |
Tabella 1.
Caratteristiche (media ± DS) dei soggetti che hanno completato i gruppi, che li
hanno abbandonati e di quelli dei gruppi di controllo (lista d’attesa).
1) Scheda Anamnestica (comprensiva di tutte le informazioni, mediche,
farmacologiche e psicologiche, considerate rilevanti nella letteratura
specialistica); 2) Toronto Alexithymia
Scale a 20 item (TAS-20) (Bagby et al 1994a,b; Bressi et al. 1996); 3)
Health Locus of Control Scale (HLC)
(Wallston et al. 1976; Mannetti e
Pierro,
1995); 4) Satisfaction Profile
(SAT-P) (Majani e
Callegari,
1998).
Apparecchiature
1) Sfigmanometro digitale per la misurazione clinica della PA (ESH-ESC, 2003);
2) Holter pressorio per il monitoraggio della PA per 24 ore (con rilevazione
ogni 15 min nel periodo diurno e ogni 30 min in quello notturno) (Germanò,
1999).
Colloqui di Valutazione
I partecipanti hanno svolto dei colloqui individuali con uno psicologo per
valutare la presenza dei criteri d’inclusione. Nel colloquio lo psicologo
chiariva che la possibilità di trarre beneficio dal lavoro di gruppo, comportava
necessariamente la condivisione di aspetti intimi di sè stessi con gli altri
partecipanti (Yalom, 1995). Se dal colloquio emergeva una disponibilità della
persona al lavoro proposto, lo psicologo presentava il “Piano del lavoro di
gruppo”, comprensivo del consenso per il trattamento dei dati personali.
Training di gruppo per la PROmozione della Capacità di Regolare le Emozioni
(PROCRE)
Il lavoro del gruppo PROCRE si è svolto in 12 sedute, con cadenza settimanale di
2 ore ciascuna. Nelle sedute dispari (1a,3a, ecc.) era
proposto un gioco, centrato su alcuni aspetti emozionali, seguito da una fase di
elaborazione emotiva su quanto emerso durante il gioco. Alla fine dell’incontro
ai partecipanti era chiesto di applicare nella vita quotidiana quanto appreso
emozionalmente nel corso della seduta (Beresnevaitè, 2000). Le sedute pari (2a,4a,
ecc.) erano dedicate all’elaborazione delle esperienze emozionali quotidiane
(Figura 1).
Figura 1. Strutturazione dei gruppi PROCRE.
Il training PROCRE si proponeva di elevare le emozioni da un livello di
esperienza strettamente legata alla percezione, a un livello di rappresentazione
concettuale, in cui le emozioni possano essere utilizzate come segnali che
veicolano informazione, essere oggetto di riflessione e comunicazione agli altri
(Lane e Schwartz, 1987). L’intervento proposto si proponeva di facilitare
processi auto-organizzativi e auto-costruttivi della persona stessa. Il
conduttore cercava di facilitare processi di cambiamento, “aiutando” le persone
ad “aiutarsi”, nell’ottica di una concezione del paziente come soggetto di
salute e non di terapia. Nel trattamento PROCRE era presente, oltre al
conduttore, anche un co-conduttore, che con maggior facilità poteva decentrarsi
dal processo per cogliere le dinamiche del gruppo e poi restituirle (Yalom,
1995).
Giochi.
I giochi erano rivolti a promuovere la regolazione emotiva, inducendo i
partecipanti a trasformare in capacità alcuni deficit emozionali. Focalizzare
l’attenzione sulle espressioni comportamentali delle emozioni (espressioni del
volto nel Gioco 1 e tono della voce nel Gioco 2) dovrebbe facilitare le persone
a entrare in relazione con i propri sentimenti (Greenberg e Safran, 1989). il
Gioco 3 si proponeva di indurre una discriminazione tra sensazioni corporee e
sentimenti. Il Gioco 4 si proponeva di attivare processi di pensiero creativo
(Newirth, 2003). Il Gioco 5 induceva a prestare attenzione ai propri sogni, con
lo scopo di promuovere l’accesso ai sentimenti e ad altri aspetti della vita
interiore (Cartwright, 1993). Con il Gioco 6 si tentava di promuovere
l’espressione emozionale verso persone significative (Liotti el al. 1988).
L’elaborazione emozionale.
Nelle fasi riflessive di elaborazione emozionale si è facilitata la sospensione
degli agiti emozionali, promuovendo il passaggio da un uso delle emozioni come
entità discrete da reprimere o scaricare per mezzo dell’azione immediata, a un
uso delle emozioni come fonte importante d’informazioni. Tale passaggio dovrebbe
condurre a riflettere sul vissuto emozionale, che a sua volta dovrebbe
consentire di fronteggiare più efficacemente gli eventi stressanti e le
vicissitudini delle relazioni interpersonali (Taylor, et al., 1997). Ciò
implicherebbe lo sviluppo della capacità di utilizzare gli affetti come segnali,
permettendo una migliore regolazione cognitiva dell’evento che li suscita. Nel
gruppo, lo psicologo ha avuto il ruolo di facilitare il gruppo a riconoscere,
differenziare, denominare e gestire i sentimenti, concentrandosi sugli aspetti
metacomunicativi del processo[5]
(Yalom, 1995): 1) fase di attivazione del “qui e ora”: lo psicologo ha
incoraggiato i commenti sul comportamento emozionato e sugli aspetti emotivi
della relazione nel “qui e ora”; 2) fase di chiarificazione del processo:
i commenti dello psicologo hanno seguito uno schema progressivo, dalle
osservazioni su singoli atti, alla descrizione dei sentimenti suscitati da un
atto, alle osservazioni su molteplici atti compiuti in un arco definito di
tempo, o alla sovrapposizione di atti differenti, richiamando l’attenzione
sull’analogia tra gli stili emotivo-relazionali dei partecipanti nel “qui e ora”
e nel loro mondo sociale.
Definizione del setting di gruppo.
Il conduttore nella prima seduta ha esplicitato le regole di funzionamento del
gruppo, che facilitano l’interazione tra i suoi componenti, e ha invitato i
partecipanti a seguirle per trarne beneficio (Yalom, 1995). Le regole indicate
sono di seguito elencate: 1) libertà di esprimere commenti sui sentimenti
immediati, che si sperimentano nei confronti del gruppo, degli altri membri e
dello psicologo; 2) sincerità e spontaneità; 3) coinvolgimento attivo nel
gruppo; 4) desiderio di
comprensione di sé; 5) ampia disponibilità ad aprirsi; 6) sospensione del
giudizio valoriale; 7) percezione dei commenti personali come punti di vista
possibili; 8) riservatezza su quanto comunicato nel gruppo. Il conduttore si è
posto, durante l’intervento, come modello coerente con le regole esposte,
rinforzando esplicitamente/implicitamente i partecipanti che le utilizzavano
(Yalom, 1995). Se le regole venivano infrante, lo psicologo lo indicava
esplicitamente, invitando i partecipanti a esprimere, con un atteggiamento di
comprensione, i loro sentimenti a riguardo.
Esplorazione e trasformazione delle aspettative del gruppo in obiettivi.
Si è sottolineata l’importanza dell’assunzione di responsabilità del gruppo sul
proprio funzionamento (Yalom, 1995). Si è cercato di facilitare nei partecipanti
il passaggio da un ruolo passivo e dipendente a un ruolo di persona responsabile
della propria salute (Wallston et al. 1976) e agente attivo di cambiamento
(Bertini et al., 2004). Si sono esplorate le aspettative del gruppo e si è
proposto il passaggio dalle aspettative in obiettivi, avviando quei processi di
co-costruzione e condivisione del gruppo (Braibanti et al., 2005), che sono
stati centrali sia nelle fasi di elaborazione delle esperienze emozionali
quotidiane, sia nella costruzione di un identità di gruppo. Nell’ultima seduta
il gruppo si è confrontato sul lavoro svolto, individuando gli obiettivi
raggiunti.
Colloqui di chiusura.
Al termine delle sedute, si è svolto un colloquio individuale per pianificare
come utilizzare nella quotidianità le competenze emozionali sviluppate
(Berenesvaite, 2000). Nel corso di questo colloquio i partecipanti avevano anche
l’opportunità di elaborazione eventuali vissuti emotivi non condivisi nel
gruppo.
Procedura
La ricerca-intervento si è svolta nel Centro per il Trattamento
dell’Ipertensione Arteriosa della Ia Clinica Medica del Policlinico
“Umberto I°”. I partecipanti hanno qui compilato la TAS-20, espresso il loro
consenso a partecipare alla ricerca e montato l’apparecchiatura holter, per il
monitoraggio ambulatoriale della PA. Sulla base dei dati della scheda
anamnestica e dei punteggi alla TAS-20 si sono costituiti i due gruppi. Ogni
paziente ha poi partecipato individualmente al colloquio e, successivamente, ha
compilato i test. Entrambi i gruppi sono stati sottoposti a misurazione clinica
della PA prima dell’inizio del trattamento (pre-trattamento), alla fine del
trattamento (post-trattamento) e, solo il gruppo PROCRE, tre mesi dopo il
trattamento (follow-up)[6].
Nella fase post-trattamento tutti i partecipanti hanno effettuato nuovamente il
monitoraggio della PA per 24 ore.
ANALISI DEI DATI
Per valutare se sono presenti delle differenze tra chi termina i gruppi e chi li
abbandona si sono condotte delle analisi della varianza univariate (ANOVA) a una
via, che hanno considerato come unico fattore indipendente l’Abbandono
(si, no) e come variabili dipendenti (VD): Età, Anni di Scolarità, Alessitimia,
HLC, Esordio dell’Ipertensione e Numero di Farmaci Antipertensivi Assunti.
Per valutare l’efficacia del trattamento PROCRE, si sono condotte delle ANOVA e
delle analisi multivariate della varianza (MANOVA), che hanno considerato come
variabile indipendente il Gruppo
(PROCRE, Controllo) e come variabile ripetuta la
Fase (Pre, Post). Le ANOVA hanno
considerato come VD i punteggi di: 1) TAS-20; 2) HLC; 3) i Singoli Aspetti del
SAT-P e i suoi 5 fattori (Funzionalità Psicologica, Funzionalità Fisica, Lavoro,
Sonno/Alimentazione/Tempo Libero, Funzionalità Sociale); 4) il Numero di Farmaci
Antipertensivi Utilizzati. Per le MANOVA le VD sono state: 1) i singoli fattori
della TAS-20; 2) la PA sistolica e diastolica (misurazione clinica); 3) la PA
sistolica e diastolica del monitoraggio ambulatoriale per 24 ore (analizzate
separatamente per i dati delle 24 ore, della veglia e del sonno).
Per valutare l‘efficacia nel tempo del trattamento PROCRE, alcune ANOVA e MANOVA hanno considerato come unico fattore la Fase (Pre, Post, Follow-up) del gruppo PROCRE e le stesse VD delle analisi precedenti. Per le analisi post hoc delle medie si è usato il test HSD di Tukey.
RISULTATI
Confronto tra chi ha completato e chi ha
abbandonato i gruppi PROCRE
Nei gruppi PROCRE si è registrata una percentuale di abbondono
del 41.67%. L’ANOVA sui punteggi totali di Alessitimia ha indicato un effetto
significativo (F1,34= 4.34 p<.04): con maggiori livelli di
alessitimia tra coloro che hanno abbandonato i gruppi (Media= 56.60±11.23),
rispetto a quelli che lo hanno completato (Media= 48.86±10.65).
Le ANOVA hanno evidenziato che tale effetto è dovuto principalmente alla
Difficoltà nell’identificare i sentimenti
(F1,34= 7.18 p<.01). Gli
altri due fattori non sono risultati significativi (F1,34 <1).
L’ANOVA sull’Esordio dell’Ipertensione non è risultata significativa (F1,34=
3.66 p<.06), anche se i soggetti che hanno abbandonato il gruppo tendevano a
essere ipertesi da minor tempo (Media= 60.20
±44.39
mesi), rispetto a coloro che lo hanno completato (Media= 117.19
±108.77
mesi). Non si sono osservati altri risultati significativi.

Figura 2.
Differenze tra i gruppi per il Locus of
Control della Salute, in funzione della Fase di trattamento (HSD tra i due
Post-trattamenti: p< 0.01).

Figura 3.
Differenze tra i gruppi per il Rendimento
Lavorativo, in funzione della Fase di trattamento (HSD tra Post e Pre
trattamento del PROCRE e Post-trattamento della Lista d’Attesa: p< 0.02)
Efficacia nel Tempo del Trattamento PROCRE

Figura 4.
Differenze nel gruppo PROCRE del Locus of
Control della Salute, in funzione della Fase di trattamento (HSD tra
Pre-trattamento e Follow-up: p<
0.03).

Figura 5.
Differenze nel gruppo PROCRE, in funzione della Fase di trattamento, delle
dimensioni del SAT-P: Funzionalità
Lavorativa, Ruolo Professionale,
Rendimento Lavorativo, Rapporto con Altri
Familiari (oltre il coniuge).

Figura 6.
Differenze nel gruppo PROCRE della
Pressione Arteriosa, in funzione della Fase di trattamento (Sistolica: HSD
tra follow-up e le altre due fasi: p<
0.03) (Diastolica: HSD tra
follow-up e le altre due fasi: p<
0.0002).

DISCUSSIONE
Delle 36 persone che hanno partecipato ai gruppi PROCRE, 21 li hanno terminati (58.33%). Considerando che si tratta di un iniziativa svolta all’interno di un ospedale, con soggetti non ospedalizzati e che proporre un lavoro psicologico in ospedale nell’ambito dell’ipertensione è un’attività quasi del tutto inedita, possiamo considerare tale risultato positivamente. Va sottolineato anche che questo risultato appare sovrapponibile a quello ottenuto da una ricerca-intervento su pazienti post-infartuati (Beresnevaite et al., 2000), simile alla nostra per metodologia, numerosità del campione e contesto d’applicazione. Chi ha abbandonato il gruppo, rispetto a chi lo ha terminato, presentava livelli più alti di alessitimia e, in particolare, una maggiore difficoltà nell’identificare i sentimenti, un risultato che conferma quanto gia osservato da Beresnevaite et al. (2000), utilizzando la TAS-26. Considerando che l’abbandono del gruppo avveniva nella prima metà delle sedute, in cui il lavoro si basava principalmente sull’identificazione delle proprie e altrui emozioni, si può ipotizzare, in linea con quanto osservato da altri autori (Ogrodniczuk et al., 2005), che l’attività svolta sia stata percepita come troppo difficoltosa dalle persone con alti livelli di alessitimia. Appare interessante osservare che coloro che hanno abbandonato il gruppo, rispetto a chi lo ha completato, tendevano a essere ipertesi da meno tempo e ciò potrebbe averli indotti a sottovalutare il problema ipertensivo. Gli abbandoni da parte delle persone con maggiori livelli di alessitimia, hanno fatto sì che i partecipanti rimasti fossero caratterizzati da un punteggio medio alla TAS-20 (48.86 ±11.23), del tutto simile a quello della popolazione normale (46.00 ±11.60) (Salminen et al. 1999). Ciò potrebbe aver precluso la possibilità di osservare una riduzione significativa dell’alessitimia sia nel post-trattamento che nel follow-up nei gruppi PROCRE. Tale risultato potrebbe però dipendere anche da altri fattori. I gruppi PROCRE sono stati progettati con caratteristiche eterogenee di alessitimia, per fare in modo che la differente capacità emozionale fosse una risorsa per il gruppo. Tuttavia, poiché la TAS-20 è uno strumento costruito per valutare il deficit di regolazione emozionale (Bagby et al., 1994a,b), potrebbe presentare una minore sensibilità nella capacità di discriminare la competenza. A tale funzione assolverebbe specificamente il costrutto dell’intelligenza emotiva (Taylor, et al., 1999), che tuttavia non dispone ancora in Italia di uno strumento con adeguate caratteristiche psicometriche. Al termine dei gruppi PROCRE si è comunque ridotto il numero di persone con un punteggio nella TAS-20 superiore o uguale a 52 (Tab. 3); pertanto, si può suggerire che la possibilità di evidenziare una differenza significativa possa essere stata preclusa dal numero limitato di soggetti analizzati. Se così fosse, l’inclusione nelle analisi di altri soggetti, aumentando la potenza statistica del disegno sperimentale, potrebbe modificare tali risultati.
|
Gruppi PROCRE |
Pre |
Post |
Follow-up |
|
N° persone nell’area Alessitimica (TAS-20 tra 52-100) |
10 |
6 |
7 |
Tabella
2. Numero di persone con punteggi nell’area alessitmica nelle Fasi dei
gruppi PROCRE.
Il Locus of Control della Salute
aumenta nei gruppi PROCRE e diminuisce nella lista d’attesa; i punteggi,
inoltre, continuano ad aumentare nel
follow-up, confermando come l’intervento utilizzato riesca efficacemente a
promuovere una maggiore padronanza sulla propria salute. Alcune dimensioni
psicologiche associate alla qualità della vita migliorano in base alla sola
decisione di partecipare al PROCRE. Altre dimensioni (Rendimento Lavorativo,
Ruolo Professionale, Rapporto con altri familiari e Funzionalità Lavorativa),
invece, hanno tratto uno specifico miglioramento dal gruppo PROCRE, anche se
solo per il fattore Funzionalità Lavorativa si è osservato un mantenimento del
livello acquisito anche nel follow-up.
Non si sono osservate interazioni significative per i parametri pressori;
tuttavia, nei gruppi PROCRE si è evidenziata una riduzione significativa sia
della pressione sistolica (circa10 mmHg), sia di quella diastolica (oltre 10
mmHg) nel follow-up, rispetto alla
fase pre-trattamento. Quest’ultimo risultato potrebbe essere dipeso da alcune
caratteristiche intrinseche al lavoro svolto che, negli intervalli tra le
sedute, proponeva ai partecipanti di integrare le esperienze emotive emerse nel
gruppo, con quelle della propria vita quotidiana e tale indicazione veniva
nuovamente enfatizzata nel colloquio finale. Alla riduzione dei parametri
pressori, appare associata anche la riduzione dei farmaci antipertensivi.
CONCLUSIONI
I risultati ottenuti appaiono del tutto inediti in letteratura sia per le
caratteristiche del training utilizzato (solitamente gli interventi devono
ridurre la sintomatologia; Testa et al., 1996), che per l’applicazione
sull’ipertensione, spesso trattata solo farmacologicamente (Fletcher et al.,
2002). Sebbene tutti pazienti dei gruppi PROCRE presentassero un efficace
controllo farmacologico dell’ipertensione (sistolica 138.31, diastolica 85.11;
ESH-ESC, 2003). Al follow-up troviamo
dei valori pressori (sistolica 128.44, diastolica 74.80) nell’area normale per
la pressione sistolica, e addirittura nell’area ottimale per la pressione
diastolica. Questi valori, non giustificando più il trattamento farmacologico
antipertensivo precedente all’intervento psicologico, hanno verosimilmente
indotto il medico curante a una riduzione dei farmaci ipertensivi, un risultato
che appare sicuramente interessante da un punto di vista medico, oltre che
psicologico La riduzione dei valori pressori potrebbe essere un effetto diretto
dei gruppi PROCRE, ma potrebbe anche essere stata mediata dall’aumento del
Locus of Control della Salute e, in
parte, anche dalla riduzione, seppur non significativa, dei livelli di
alessitimia.
L’inclusione nelle analisi di altre osservazioni consentirà valutazioni più specifiche (come effetti del genere o dei livelli di alessitimia) e anche una distinzione degli effetti in funzione dei principi attivi e della posologia dei farmaci antipertensivi assunti.
Al momento questi risultati vanno considerati con cautela, soprattutto in
mancanza del follow-up della lista
d’attesa. Questo limite metodologico è dovuto alla difficoltà di proporre in un
ambiente come l’ospedale che solitamente interviene sull’urgenza, a persone con
un età media di circa 55 anni, di attendere 6 mesi prima di partecipare ai
gruppi PROCRE. La nostra esperienza in questo contesto indica che molte di
queste persone hanno una progettualità molto limitata nel tempo, che si ferma a
qualche mese. In questo lavoro abbiamo accettato tale limite metodologico, per
evitarne uno maggiore: quello di trovarci con dei soggetti che completavano la
lista d’attesa di 6 mesi con delle caratteristiche specifiche, che avrebbero
potuto porre il problema della generalizzabilità dei risultati. Inoltre, nel
momento che si realizza una ricerca-intervento, non si deve trascurare che
l’obiettivo non è solo quello di produrre conoscenza, ma anche quello di fornire
un servizio. L’assenza del monitoraggio ambulatoriale per 24 ore nel
follow-up ha motivi simili: mettere
l’holter pressorio per un’intera giornata risulta per alcune persone molto
fastidioso. Ripetere tale procedura diverse volte in un intervallo di tempo di 3
mesi avrebbe creato ulteriori abbandoni.
In generale, i risultati, seppur preliminari, suggeriscono come, muovendosi sul
versante dello sviluppo di competenze, e non della riduzione del deficit, sia
possibile sia promuovere la salute, che diminuire il rischio della malattia.
Prendendo spunto dal termine “salutogenesi” introdotto da Antonowsky (1979) per
indicare i fattori che orientano verso lo stato di salute, possiamo definire
questo lavoro un’esperienza di “psicosalutogenesi” per indicare la promozione di
competenze salutogenetiche attraverso una metodologia psicologica.
RIFERIMENTI
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coping, Jossey-Bass, S. Francisco.
Bagby R.M., Parker J.D.A., Taylor G.J. (1994a), The twenty-item Toronto
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Bagby R.M., Taylor G.J., Parker J.D.A. (1994b), The twenty-items
Beresnevaite M. (2000), Exploring the benefits of group psychotherapy in
reducing alexithymia in coronary heart disease patients: a preliminary study,
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117-122.
Bertini M., Braibanti P., Gagliardi M.P. (2004),
La promozione dello sviluppo personale e
sociale nella scuola: il modello “Skills for Life” 11-14 anni, Franco
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[1]
Dipartimento di Psicologia, Università “
[2]
Associazione Psicologi Ricerca e Intervento – A.P.R.I.
[3]
Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento, Università “
[4]
Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica, Università “
[5] Per Processo s’intende la natura della relazione tra gli individui che interagiscono (Yalom, 1995).
[6]Non
è stato possibile effettuare il follow-up anche al Gruppo in Lista
d’Attesa a causa del previsto alto numero di abbandoni alla
ricerca-intervento.