Centro di Intervento e Luogo Operativo Psicosociale
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PROMUOVERE LA CAPACITÀ DI REGOLAZIONE EMOZIONALE NEGLI IPERTESI: UN’ESPERIENZA DI PSICOSALUTOGENESI

PROMOTING EMOTIONAL REGULATION SKILLS IN HYPERTENSIVES: AN EXPERIENCE OF PSYCHO-HEALTH-GENESIS

Alessandro Mingarelli[1],[2], Maria Casagrande1, Maria Benevento4, Elisa Stella1, Giuseppe Germanò[3], Luigi Solano[4], Mario Bertini1

 

Riassunto. Sulla base di alcuni studi che indicano una disregolazione emozionale negli ipertesi, obiettivo di questo studio è verificare l’efficacia di un intervento di Promozione della Capacità di Regolare le Emozioni (PROCRE), nel facilitare il riconoscimento e la comunicazione delle emozioni e nel ridurre i livelli di Pressione Arteriosa (PA) nelle persone ipertese. Hanno partecipato allo studio 72 pazienti ipertesi, che hanno costituito il gruppo PROCRE e quello di controllo (pazienti in lista d’attesa). Prima e dopo il trattamento sono state valutate alcune caratteristiche psicologiche (Alessitimia, Locus of control della Salute, Soddisfazione Soggettiva e Qualità della vita) e fisiologiche (Misurazione clinica della PA e Monitoraggio della PA e della frequenza cardiaca per 24 ore) ed è stata eseguita un’anamnesi medico-psicologica. Per i gruppi PROCRE si è previsto anche un follow-up a 3 mesi. I gruppi PROCRE hanno partecipato a 12 sedute con cadenza settimanale di 2 ore ciascuna; nelle sedute dispari erano previste esperienze di  “gioco”, centrate su alcuni aspetti emozionali; mentre nelle sedute pari venivano trattate le esperienze emozionali quotidiane. I principali risultati hanno indicato nei gruppi PROCRE: un aumento del Locus of control della Salute, una diminuzione dei valori pressori (sia sistolici che diastolici) e un minore uso di farmaci antipertensivi.

Summary. Based on some studies indicating an emotional deregulation in hypertensives, it is an aim of this study to verify the efficacy of a group of hypertensives training, designed to Promoting Emotional Regulation Skills (PERS), in facilitating recognition and communication of emotions and in decreasing blood pressure (BP) too. Seventy-two hypertensives participated at the study, forming both the PERS group and the control group (waiting list). Medical and psychological anamneses were performed; then, psychological characteristics (Alexithymia, Health Locus of Control, Satisfaction Profile) and physiological measures (clinical recording of BP and 24 hours monitoring of both BP and heart rate) were evaluated before and after treatment. In addition, a three months follow up was planned. Hypertensives attended PERS group once a week for 12 sessions, lasting 2 hours; in the odd sessions experiences of  “play” -focused on emotional aspects- was proposed, while even sessions paid attention on emotional experiences of daily life. Results showed increasing levels of Health Locus of control, decreasing blood pressure values (systolic and diastolic ones) and decreasing use of antihypertensive medications.

 

INTRODUZIONE

L’alessitimia è considerata uno dei fattori di rischio di numerose patologie, come l’ipertensione, il diabete, l’artrite reumatoide (Taylor et al., 1997). In particolare, la relazione tra alessitimia e PA si spiegherebbe ipotizzando un rapporto causale tra disregolazione affettiva e disregolazione del Sistema Nervoso Autonomo (SNA) (Neumann et al., 2004). Si è osservato nei soggetti  alessitimici, rispetto ai non alessitimici, che una rievocazione di eventi emotigeni determina un minore aumento della PA e della frequenza cardiaca, ma anche un ritorno dei valori pressori alla loro linea di base più lento e di minore entità (Newmann et al., 2004). L’insorgenza dell’ipertensione potrebbe dunque essere l’esito di una ridotta capacità del sistema cardiovascolare a ripristinare un’attività di base di fronte a situazioni emotive non adeguatamente elaborate. Una relazione tra alessitimia e ipertensione è stata osservata da diversi autori (p.e., Jula et al., 1999), sebbene altri (Casagrande et al., 2005) abbiano evidenziato come quest’ultima si osservi soltanto quando i livelli di PA sono talmente elevati da richiedere un trattamento farmacologico.

Sul fronte dell’intervento psicologico si è osservato che gli alessitimici rispondono in maniera deludente alle psicoterapie individuali basate sull’introspezione (p.e., Taylor, 1995), mentre migliori risultati si sono ottenuti con trattamenti di gruppo, che fornendo una più ampia gamma di situazioni interpersonali, permetterebbero ai partecipanti una maggiore possibilità di esperire e imparare a conoscere le emozioni (Fukunishi et al., 1994; Beresnevaite, 2000). Altri studi (p.e., Costa et al., 1999) hanno evidenziato una relazione tra alessitimia e locus of control esterno. Le persone con locus of control esterno, sottoposte a compiti stressanti, presentano un aumento maggiore dei livelli pressori (Weinstein e Quigley, 2006). Infine, un recente studio longitudinale (Stürmer et al. 2006), condotto su ben 5114 soggetti, ha evidenziato come un alto locus of control interno sia associato a una riduzione del rischio di infarto del miocardio, valutato dopo 10 anni.

Nell’ottica di un modello salutogenico è rilevante che la persona si consideri agente attivo di cambiamento e, pertanto, responsabile della propria salute; gli studi sull’educazione alla salute dei pazienti ipertesi parlano di un “paziente attivo” (p.e., Garrity e Garrity, 1985), ma, di fatto, nel trattamento utilizzano perlopiù delle metodologie di tipo educativo-informativo. Tali studi non considerano che non è solo rilevante la quantità di informazioni ricevute, ma anche la capacità di integrarle con le informazioni pregresse e con i sistemi dei valori e delle convinzioni. La capacità di utilizzare le informazioni possedute è strettamente relata al senso di padronanza che la persona percepisce rispetto a  determinati eventi o situazioni (Locus of control). D’altro canto, nella regolazione dei comportamenti legati alla salute, le emozioni hanno un ruolo fondamentale (Solano, 2001).

Sulla base delle relazioni fra ipertensione, alessitimia e locus of control, può essere rilevante valutare se un intervento PROCRE, che miri a facilitare il riconoscimento, la discriminazione e la comunicazione delle emozioni, possa migliorare nelle persone ipertese e alessitimiche la loro capacità di modulare gli affetti, di percepire ed esperire un maggior controllo sulla salute, di migliorare la qualità della vita e ridurre la PA. Si ipotizza, pertanto, nel gruppo PROCRE, rispetto a quello di controllo, una diminuzione dei livelli di alessitimia, valutata mediante la Toronto Alexithymia Scale a 20 items (TAS-20); un aumento della padronanza e della responsabilità dei comportamenti legati alla propria salute, valutate mediante la Health Locus of Control Scale (HLC); un aumento della soddisfazione soggettiva e  della qualità della vita, valutate mediante il Satisfaction Profile (SAT-P); una riduzione della variabilità e dei livelli di PA sistolica e diastolica, rilevati dalla misurazione ambulatoriale per 24 ore e dalla misurazione clinica standard; e, infine, una riduzione nell’utilizzo dei farmaci antipertensivi.

METODO

Soggetti

Hanno partecipato alla ricerca 72 pazienti ipertesi suddivisi in sei gruppi, ognuno composto da 12 persone. Metà dei partecipanti hanno costituito il gruppo PROCRE e l’altra metà il gruppo di controllo, costituito da persone in lista d’attesa. La selezione dei soggetti si è effettuata sulla base di una serie di criteri: motivazione a partecipare al gruppo (valutata mediante un colloquio individuale condotto da uno psicologo), diagnosi (effettuata da un cardiologo) di ipertensione essenziale (sistolica ≥ 140; diastolica ≥ 90; secondo le linee guida ESH-ESC, 2003), assenza di gravi patologie organiche, di disturbi di personalità conclamati e di disturbi psicotici (DSM-IV-TR, 2000); punteggi di alessitimia (metà dei soggetti presentavano punteggi nella TAS-20 ≤ 51 e metà avevano punteggi della TAS-20 ≥ 52). I gruppi risultavano omogenei per età, utilizzo di trattamento farmacologico antipertensivo, e bilanciati per genere e livelli di alessitimia (Tabella 1).

 

 

Partecipanti Gruppi PROCRE

Partecipanti che hanno terminato i Gruppi

Partecipanti che hanno abbandonato i Gruppi

Partecipanti in Lista d’Attesa

N° Persone

36

21

15

25

Età

56,61±11,26

(Min. 30 - Max. 73)

58,81±11,13

(Min. 30 - Max. 71)

53,53±11,03

(Min. 31 - Max. 73)

55,56±9,13

(Min. 40 - Max. 71)

Genere

16 M / 20 F

9 M /12 F

7 M / 8 F

10 M / 15 F

Anni di Scolarità

14,22±4,04

15,09±3,56

13,00±4,46

13,88±3,62

Tabella 1. Caratteristiche (media ± DS) dei soggetti che hanno completato i gruppi, che li hanno abbandonati e di quelli dei gruppi di controllo (lista d’attesa).

 

 

Questionari

1) Scheda Anamnestica (comprensiva di tutte le informazioni, mediche, farmacologiche e psicologiche, considerate rilevanti nella letteratura specialistica); 2) Toronto Alexithymia Scale a 20 item (TAS-20) (Bagby et al 1994a,b; Bressi et al. 1996); 3) Health Locus of Control Scale (HLC) (Wallston et al. 1976; Mannetti e Pierro, 1995); 4) Satisfaction Profile (SAT-P) (Majani e Callegari, 1998).

Apparecchiature

1) Sfigmanometro digitale per la misurazione clinica della PA (ESH-ESC, 2003); 2) Holter pressorio per il monitoraggio della PA per 24 ore (con rilevazione ogni 15 min nel periodo diurno e ogni 30 min in quello notturno) (Germanò, 1999).

Colloqui di Valutazione

I partecipanti hanno svolto dei colloqui individuali con uno psicologo per valutare la presenza dei criteri d’inclusione. Nel colloquio lo psicologo chiariva che la possibilità di trarre beneficio dal lavoro di gruppo, comportava necessariamente la condivisione di aspetti intimi di sè stessi con gli altri partecipanti (Yalom, 1995). Se dal colloquio emergeva una disponibilità della persona al lavoro proposto, lo psicologo presentava il “Piano del lavoro di gruppo”, comprensivo del consenso per il trattamento dei dati personali.

Training di gruppo per la PROmozione della Capacità di Regolare le Emozioni (PROCRE)

Il lavoro del gruppo PROCRE si è svolto in 12 sedute, con cadenza settimanale di 2 ore ciascuna. Nelle sedute dispari (1a,3a, ecc.) era proposto un gioco, centrato su alcuni aspetti emozionali, seguito da una fase di elaborazione emotiva su quanto emerso durante il gioco. Alla fine dell’incontro ai partecipanti era chiesto di applicare nella vita quotidiana quanto appreso emozionalmente nel corso della seduta (Beresnevaitè, 2000). Le sedute pari (2a,4a, ecc.) erano dedicate all’elaborazione delle esperienze emozionali quotidiane (Figura 1).

 

Figura 1. Strutturazione dei gruppi PROCRE.

 

Il training PROCRE si proponeva di elevare le emozioni da un livello di esperienza strettamente legata alla percezione, a un livello di rappresentazione concettuale, in cui le emozioni possano essere utilizzate come segnali che veicolano informazione, essere oggetto di riflessione e comunicazione agli altri (Lane e Schwartz, 1987). L’intervento proposto si proponeva di facilitare processi auto-organizzativi e auto-costruttivi della persona stessa. Il conduttore cercava di facilitare processi di cambiamento, “aiutando” le persone ad “aiutarsi”, nell’ottica di una concezione del paziente come soggetto di salute e non di terapia. Nel trattamento PROCRE era presente, oltre al conduttore, anche un co-conduttore, che con maggior facilità poteva decentrarsi dal processo per cogliere le dinamiche del gruppo e poi restituirle (Yalom, 1995).

Giochi. I giochi erano rivolti a promuovere la regolazione emotiva, inducendo i partecipanti a trasformare in capacità alcuni deficit emozionali. Focalizzare l’attenzione sulle espressioni comportamentali delle emozioni (espressioni del volto nel Gioco 1 e tono della voce nel Gioco 2) dovrebbe facilitare le persone a entrare in relazione con i propri sentimenti (Greenberg e Safran, 1989). il Gioco 3 si proponeva di indurre una discriminazione tra sensazioni corporee e sentimenti. Il Gioco 4 si proponeva di attivare processi di pensiero creativo (Newirth, 2003). Il Gioco 5 induceva a prestare attenzione ai propri sogni, con lo scopo di promuovere l’accesso ai sentimenti e ad altri aspetti della vita interiore (Cartwright, 1993). Con il Gioco 6 si tentava di promuovere l’espressione emozionale verso persone significative (Liotti el al. 1988).

L’elaborazione emozionale. Nelle fasi riflessive di elaborazione emozionale si è facilitata la sospensione degli agiti emozionali, promuovendo il passaggio da un uso delle emozioni come entità discrete da reprimere o scaricare per mezzo dell’azione immediata, a un uso delle emozioni come fonte importante d’informazioni. Tale passaggio dovrebbe condurre a riflettere sul vissuto emozionale, che a sua volta dovrebbe consentire di fronteggiare più efficacemente gli eventi stressanti e le vicissitudini delle relazioni interpersonali (Taylor, et al., 1997). Ciò implicherebbe lo sviluppo della capacità di utilizzare gli affetti come segnali, permettendo una migliore regolazione cognitiva dell’evento che li suscita. Nel gruppo, lo psicologo ha avuto il ruolo di facilitare il gruppo a riconoscere, differenziare, denominare e gestire i sentimenti, concentrandosi sugli aspetti metacomunicativi del processo[5] (Yalom, 1995): 1) fase di attivazione del “qui e ora”: lo psicologo ha incoraggiato i commenti sul comportamento emozionato e sugli aspetti emotivi della relazione nel “qui e ora”; 2) fase di chiarificazione del processo: i commenti dello psicologo hanno seguito uno schema progressivo, dalle osservazioni su singoli atti, alla descrizione dei sentimenti suscitati da un atto, alle osservazioni su molteplici atti compiuti in un arco definito di tempo, o alla sovrapposizione di atti differenti, richiamando l’attenzione sull’analogia tra gli stili emotivo-relazionali dei partecipanti nel “qui e ora” e nel loro mondo sociale.

Definizione del setting di gruppo. Il conduttore nella prima seduta ha esplicitato le regole di funzionamento del gruppo, che facilitano l’interazione tra i suoi componenti, e ha invitato i partecipanti a seguirle per trarne beneficio (Yalom, 1995). Le regole indicate sono di seguito elencate: 1) libertà di esprimere commenti sui sentimenti immediati, che si sperimentano nei confronti del gruppo, degli altri membri e dello psicologo; 2) sincerità e spontaneità; 3) coinvolgimento attivo nel gruppo;  4) desiderio di comprensione di sé; 5) ampia disponibilità ad aprirsi; 6) sospensione del giudizio valoriale; 7) percezione dei commenti personali come punti di vista possibili; 8) riservatezza su quanto comunicato nel gruppo. Il conduttore si è posto, durante l’intervento, come modello coerente con le regole esposte, rinforzando esplicitamente/implicitamente i partecipanti che le utilizzavano (Yalom, 1995). Se le regole venivano infrante, lo psicologo lo indicava esplicitamente, invitando i partecipanti a esprimere, con un atteggiamento di comprensione, i loro sentimenti a riguardo.   

Esplorazione e trasformazione delle aspettative del gruppo in obiettivi. Si è sottolineata l’importanza dell’assunzione di responsabilità del gruppo sul proprio funzionamento (Yalom, 1995). Si è cercato di facilitare nei partecipanti il passaggio da un ruolo passivo e dipendente a un ruolo di persona responsabile della propria salute (Wallston et al. 1976) e agente attivo di cambiamento (Bertini et al., 2004). Si sono esplorate le aspettative del gruppo e si è proposto il passaggio dalle aspettative in obiettivi, avviando quei processi di co-costruzione e condivisione del gruppo (Braibanti et al., 2005), che sono stati centrali sia nelle fasi di elaborazione delle esperienze emozionali quotidiane, sia nella costruzione di un identità di gruppo. Nell’ultima seduta il gruppo si è confrontato sul lavoro svolto, individuando gli obiettivi raggiunti.

Colloqui di chiusura. Al termine delle sedute, si è svolto un colloquio individuale per pianificare come utilizzare nella quotidianità le competenze emozionali sviluppate (Berenesvaite, 2000). Nel corso di questo colloquio i partecipanti avevano anche l’opportunità di elaborazione eventuali vissuti emotivi non condivisi nel gruppo.

Procedura

La ricerca-intervento si è svolta nel Centro per il Trattamento dell’Ipertensione Arteriosa della Ia Clinica Medica del Policlinico “Umberto I°”. I partecipanti hanno qui compilato la TAS-20, espresso il loro consenso a partecipare alla ricerca e montato l’apparecchiatura holter, per il monitoraggio ambulatoriale della PA. Sulla base dei dati della scheda anamnestica e dei punteggi alla TAS-20 si sono costituiti i due gruppi. Ogni paziente ha poi partecipato individualmente al colloquio e, successivamente, ha compilato i test. Entrambi i gruppi sono stati sottoposti a misurazione clinica della PA prima dell’inizio del trattamento (pre-trattamento), alla fine del trattamento (post-trattamento) e, solo il gruppo PROCRE, tre mesi dopo il trattamento (follow-up)[6]. Nella fase post-trattamento tutti i partecipanti hanno effettuato nuovamente il monitoraggio della PA per 24 ore.

ANALISI DEI DATI

Per valutare se sono presenti delle differenze tra chi termina i gruppi e chi li abbandona si sono condotte delle analisi della varianza univariate (ANOVA) a una via, che hanno considerato come unico fattore indipendente l’Abbandono (si, no) e come variabili dipendenti (VD): Età, Anni di Scolarità, Alessitimia, HLC, Esordio dell’Ipertensione e Numero di Farmaci Antipertensivi Assunti.

Per valutare l’efficacia del trattamento PROCRE, si sono condotte delle ANOVA e delle analisi multivariate della varianza (MANOVA), che hanno considerato come variabile indipendente il Gruppo (PROCRE, Controllo) e come variabile ripetuta la Fase (Pre, Post). Le ANOVA hanno considerato come VD i punteggi di: 1) TAS-20; 2) HLC; 3) i Singoli Aspetti del SAT-P e i suoi 5 fattori (Funzionalità Psicologica, Funzionalità Fisica, Lavoro, Sonno/Alimentazione/Tempo Libero, Funzionalità Sociale); 4) il Numero di Farmaci Antipertensivi Utilizzati. Per le MANOVA le VD sono state: 1) i singoli fattori della TAS-20; 2) la PA sistolica e diastolica (misurazione clinica); 3) la PA sistolica e diastolica del monitoraggio ambulatoriale per 24 ore (analizzate separatamente per i dati delle 24 ore, della veglia e del sonno).

Per valutare l‘efficacia nel tempo del trattamento PROCRE, alcune ANOVA e MANOVA hanno considerato come unico fattore la Fase (Pre, Post, Follow-up) del gruppo PROCRE e le stesse VD delle analisi precedenti. Per le analisi post hoc delle medie si è usato il test HSD di Tukey.

RISULTATI

Confronto tra chi ha completato e chi ha abbandonato i gruppi PROCRE

Nei gruppi PROCRE si è registrata una percentuale di abbondono del 41.67%. L’ANOVA sui punteggi totali di Alessitimia ha indicato un effetto significativo (F1,34= 4.34 p<.04): con maggiori livelli di alessitimia tra coloro che hanno abbandonato i gruppi (Media= 56.60±11.23), rispetto a quelli che lo hanno completato (Media= 48.86±10.65). Le ANOVA hanno evidenziato che tale effetto è dovuto principalmente alla Difficoltà nell’identificare i sentimenti (F1,34= 7.18 p<.01).  Gli altri due fattori non sono risultati significativi (F1,34 <1). L’ANOVA sull’Esordio dell’Ipertensione non è risultata significativa (F1,34= 3.66 p<.06), anche se i soggetti che hanno abbandonato il gruppo tendevano a essere ipertesi da minor tempo (Media= 60.20 ±44.39 mesi), rispetto a coloro che lo hanno completato (Media= 117.19 ±108.77 mesi). Non si sono osservati altri risultati significativi.

Confronto tra Gruppi PROCRE e gruppi di controllo

Alessitimia. Né l’ANOVA sui punteggi totali di alessitimia, né la MANOVA sui singoli fattori della TAS-20 hanno evidenziato effetti significativi o l’interazione (F1,44 = 1.44 p< -; Rao’s3,42 <1).

Locus of Control della Salute. L’ANOVA ha evidenziato un’interazione (F1,44= 7.01 p<.01): nella fase post i gruppi PROCRE presentavano maggiori livelli di HLC (Media pre= 36.10 ±6.47; Media post 38.03 ±7.47), che diminuivano nella Lista d’Attesa (Media pre= 36.17 ±5.33; Media post= 34.68 ±5.54; figura 2).

 

Figura 2. Differenze tra i gruppi per il Locus of Control della Salute, in funzione della Fase di trattamento (HSD tra i due Post-trattamenti: p< 0.01).

 

Soddisfazione Soggettiva e Qualità della Vita connessa alla Salute. Le ANOVA hanno indicato che nella fase post sono aumentati: Benessere Fisico (F1,44= 6.18; p<.02), Attività Fisica (F1,44= 5.09; p<.03), Umore (F1,44= 4.44; p<.04), Stabilità Emozionale (F1,44= 4.12; p<.05), Abilità di Problem Solving (F1,44= 4.18; p<.05), Autocontrollo (F1,44= 4.76; p<.03), Organizzazione del Lavoro (F1,44= 4.78; p<.03), Quantità di Tempo Libero (F1,44= 4.61; p<.04), Ruolo Familiare (F1,44= 5.38; p<.03), Rapporto con i Familiari (oltre il coniuge) (F1,44= 6.14; p<.02) e Funzionalità Psicologica (F1,44= 5.63; p<.02). Per il Rendimento Lavorativo si è osservata anche un’interazione (F1,44= 3.89; p<.05; figura 3), con un aumento nei gruppi PROCRE (Mediapre= 43.65±25.43; Mediapost= 54.93±21.70), rispetto a quelli della Lista d’Attesa (Mediapre= 68.95±21.36; Mediapost= 70.42 ±25.19).

 

Figura 3. Differenze tra i gruppi per il Rendimento Lavorativo, in funzione della Fase di trattamento (HSD tra Post e Pre trattamento del PROCRE e Post-trattamento della Lista d’Attesa: p< 0.02)

 

Pressione Arteriosa. Né le MANOVA (Rao’s2,43 <1), né le ANOVA (F1,44 <1) hanno evidenziato un’interazione significativa per la misurazione clinica e per il monitoraggio ambulatoriale per 24 ore.
Utilizzo di Farmaci Antipertensivi. L’ANOVA non ha evidenziato effetti significativi  (F1,44 <1).

Efficacia nel Tempo del Trattamento PROCRE

Alessitimia. Né l’ANOVA (pre, post, follow-up), né la MANOVA hanno evidenziato un effetto significativo (F2,40 <1) per i punteggi totali dell’Alessitimia e per le sue sottoscale.
Locus of Control della Salute. L’ANOVA ha evidenziato un effetto significativo (F2,40 = 3.83; p<.03; figura 4), nei gruppi PROCRE sono aumentati i livelli di HLC sia nel post trattamento che nel follow-up.

 

Figura 4. Differenze nel gruppo PROCRE del Locus of Control della Salute, in funzione della Fase di trattamento (HSD tra Pre-trattamento e Follow-up: p< 0.03).

 

Soddisfazione Soggettiva e Qualità della Vita. Le ANOVA sui singoli aspetti del SAT-P hanno evidenziato i seguenti effetti significativi:  Ruolo professionale (F2,40= 3.58; p<.04), Rendimento Lavorativo (F2,40= 9.06; p<.001) e Rapporto con altri Familiari (F2,40= 4.39; p<.02), che sono aumentati nel post trattamento e diminuiti nel follow-up (figura 5), pur mantenendo punteggi maggiori rispetto al pre-trattamento, sebbene quest’ultimo risultato sia apparso significativo solo per il Rendimento Lavorativo (p< .003). Infine, è risultato significativo il fattore Funzionalità Lavorativa (F2,40= 3.50; p<.04; figura 5), con un aumento dei punteggi sia nel post trattamento, che nel follow-up.
Misurazione Clinica della Pressione Arteriosa. La MANOVA ha evidenziato un effetto significativo (Rao’s4,17= 12.31; p<.0001) e le ANOVA hanno indicato, sia nel post trattamento che nel follow-up, una riduzione della pressione sistolica (F2,40= 5.96; p<.005; figura 6a) e diastolica (F2,40= 16.48; p<.0001; figura 6b) nei gruppi PROCRE.
Utilizzo di Farmaci Antipertensivi. L’ANOVA ha evidenziato un effetto significativo (F2,40= 4.06; p<.02): nei gruppi PROCRE l’uso di farmaci antiipertensivi si è ridotto sia nel post-trattamento, che nel follow-up (figura 7).

 

Figura 5. Differenze nel gruppo PROCRE, in funzione della Fase di trattamento, delle dimensioni del SAT-P: Funzionalità Lavorativa, Ruolo Professionale, Rendimento Lavorativo, Rapporto con Altri Familiari (oltre il coniuge). 

 

Figura 6. Differenze nel gruppo PROCRE della Pressione Arteriosa, in funzione della Fase di trattamento (Sistolica: HSD tra follow-up e le altre due fasi: p< 0.03) (Diastolica: HSD tra follow-up e le altre due fasi: p< 0.0002).

 

Figura 7. Uso dei Farmaci Antipertensivi assunti dai soggetti del gruppo PROCRE, in funzione della Fase di trattamento  (HSD tra Pre-Trattamento e Follow-up: p< 0.02).

DISCUSSIONE

Delle 36 persone che hanno partecipato ai gruppi PROCRE, 21 li hanno terminati (58.33%). Considerando che si tratta di un iniziativa svolta all’interno di un ospedale, con soggetti non ospedalizzati e che proporre un lavoro psicologico in ospedale nell’ambito dell’ipertensione è un’attività quasi del tutto inedita, possiamo considerare tale risultato positivamente. Va sottolineato anche che questo risultato appare sovrapponibile a quello ottenuto da una ricerca-intervento su pazienti post-infartuati (Beresnevaite et al., 2000), simile alla nostra per metodologia, numerosità del campione e contesto d’applicazione. Chi ha abbandonato il gruppo, rispetto a chi lo ha terminato, presentava livelli più alti di alessitimia e, in particolare, una maggiore difficoltà nell’identificare i sentimenti, un risultato che conferma quanto gia osservato da  Beresnevaite et al. (2000), utilizzando la TAS-26.  Considerando che l’abbandono del gruppo avveniva nella prima metà delle sedute, in cui il lavoro si basava principalmente sull’identificazione delle proprie e altrui emozioni, si può ipotizzare, in linea con quanto osservato da altri autori (Ogrodniczuk et al., 2005),  che l’attività svolta sia stata percepita come troppo difficoltosa dalle persone con alti livelli di alessitimia. Appare interessante osservare che coloro che hanno abbandonato il gruppo, rispetto a chi lo ha completato, tendevano a essere ipertesi da meno tempo e ciò potrebbe averli indotti a sottovalutare il problema ipertensivo. Gli abbandoni da parte delle persone con maggiori livelli di alessitimia, hanno fatto sì che i partecipanti rimasti fossero caratterizzati da un punteggio medio alla TAS-20 (48.86 ±11.23), del tutto simile a quello della popolazione normale (46.00 ±11.60) (Salminen et al. 1999). Ciò potrebbe aver precluso la possibilità di osservare una riduzione significativa dell’alessitimia sia nel post-trattamento che nel follow-up nei gruppi PROCRE. Tale risultato potrebbe però dipendere anche da altri fattori. I gruppi PROCRE sono stati progettati con caratteristiche eterogenee di alessitimia, per fare in modo che la differente capacità emozionale fosse una risorsa per il gruppo. Tuttavia, poiché la TAS-20 è uno strumento costruito per valutare il deficit di regolazione emozionale (Bagby et al., 1994a,b), potrebbe presentare una minore sensibilità nella capacità di discriminare la competenza. A tale funzione assolverebbe specificamente il costrutto dell’intelligenza emotiva (Taylor, et al., 1999), che tuttavia non dispone ancora in Italia di uno strumento con adeguate caratteristiche psicometriche. Al termine dei gruppi PROCRE si è comunque ridotto il numero di persone con un  punteggio nella TAS-20 superiore o uguale a 52 (Tab. 3); pertanto, si può suggerire che la possibilità di evidenziare una differenza significativa possa essere stata preclusa dal numero limitato di soggetti analizzati. Se così fosse, l’inclusione nelle analisi di altri soggetti, aumentando la potenza statistica del disegno sperimentale, potrebbe modificare tali risultati.

Gruppi PROCRE

Pre

Post

Follow-up

N° persone nell’area Alessitimica (TAS-20 tra 52-100)

10

6

7

 Tabella 2. Numero di persone con punteggi nell’area alessitmica nelle Fasi dei gruppi PROCRE.

 

Il Locus of Control della Salute aumenta nei gruppi PROCRE e diminuisce nella lista d’attesa; i punteggi, inoltre, continuano ad aumentare nel follow-up, confermando come l’intervento utilizzato riesca efficacemente a promuovere una maggiore padronanza sulla propria salute. Alcune dimensioni psicologiche associate alla qualità della vita migliorano in base alla sola decisione di partecipare al PROCRE. Altre dimensioni (Rendimento Lavorativo, Ruolo Professionale, Rapporto con altri familiari e Funzionalità Lavorativa), invece, hanno tratto uno specifico miglioramento dal gruppo PROCRE, anche se solo per il fattore Funzionalità Lavorativa si è osservato un mantenimento del livello acquisito anche nel follow-up.

Non si sono osservate interazioni significative per i parametri pressori; tuttavia, nei gruppi PROCRE si è evidenziata una riduzione significativa sia della pressione sistolica (circa10 mmHg), sia di quella diastolica (oltre 10 mmHg) nel follow-up, rispetto alla fase pre-trattamento. Quest’ultimo risultato potrebbe essere dipeso da alcune caratteristiche intrinseche al lavoro svolto che, negli intervalli tra le sedute, proponeva ai partecipanti di integrare le esperienze emotive emerse nel gruppo, con quelle della propria vita quotidiana e tale indicazione veniva nuovamente enfatizzata nel colloquio finale. Alla riduzione dei parametri pressori, appare associata anche la riduzione dei farmaci antipertensivi.

CONCLUSIONI

I risultati ottenuti appaiono del tutto inediti in letteratura sia per le caratteristiche del training utilizzato (solitamente gli interventi devono ridurre la sintomatologia; Testa et al., 1996), che per l’applicazione sull’ipertensione, spesso trattata solo farmacologicamente (Fletcher et al., 2002). Sebbene tutti pazienti dei gruppi PROCRE presentassero un efficace controllo farmacologico dell’ipertensione (sistolica 138.31, diastolica 85.11; ESH-ESC, 2003). Al follow-up troviamo dei valori pressori (sistolica 128.44, diastolica 74.80) nell’area normale per la pressione sistolica, e addirittura nell’area ottimale per la pressione diastolica. Questi valori, non giustificando più il trattamento farmacologico antipertensivo precedente all’intervento psicologico, hanno verosimilmente indotto il medico curante a una riduzione dei farmaci ipertensivi, un risultato che appare sicuramente interessante da un punto di vista medico, oltre che psicologico La riduzione dei valori pressori potrebbe essere un effetto diretto dei gruppi PROCRE, ma potrebbe anche essere stata mediata dall’aumento del Locus of Control della Salute e, in parte, anche dalla riduzione, seppur non significativa, dei livelli di alessitimia.

L’inclusione nelle analisi di altre osservazioni consentirà valutazioni più specifiche (come effetti del genere o dei livelli di alessitimia) e anche una distinzione degli effetti in funzione dei principi attivi e della posologia dei farmaci antipertensivi assunti.

Al momento questi risultati vanno considerati con cautela, soprattutto in mancanza del follow-up della lista d’attesa. Questo limite metodologico è dovuto alla difficoltà di proporre in un ambiente come l’ospedale che solitamente interviene sull’urgenza, a persone con un età media di circa 55 anni, di attendere 6 mesi prima di partecipare ai gruppi PROCRE. La nostra esperienza in questo contesto indica che molte di queste persone hanno una progettualità molto limitata nel tempo, che si ferma a qualche mese. In questo lavoro abbiamo accettato tale limite metodologico, per evitarne uno maggiore: quello di trovarci con dei soggetti che completavano la lista d’attesa di 6 mesi con delle caratteristiche specifiche, che avrebbero potuto porre il problema della generalizzabilità dei risultati. Inoltre, nel momento che si realizza una ricerca-intervento, non si deve trascurare che l’obiettivo non è solo quello di produrre conoscenza, ma anche quello di fornire un servizio. L’assenza del monitoraggio ambulatoriale per 24 ore nel follow-up ha motivi simili: mettere l’holter pressorio per un’intera giornata risulta per alcune persone molto fastidioso. Ripetere tale procedura diverse volte in un intervallo di tempo di 3 mesi avrebbe creato ulteriori abbandoni.

In generale, i risultati, seppur preliminari, suggeriscono come, muovendosi sul versante dello sviluppo di competenze, e non della riduzione del deficit, sia possibile sia promuovere la salute, che diminuire il rischio della malattia. Prendendo spunto dal termine “salutogenesi” introdotto da Antonowsky (1979) per indicare i fattori che orientano verso lo stato di salute, possiamo definire questo lavoro un’esperienza di “psicosalutogenesi” per indicare la promozione di competenze salutogenetiche attraverso una metodologia psicologica.

 

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[1] Dipartimento di Psicologia, Università “La Sapienza” di Roma.

[2] Associazione Psicologi Ricerca e Intervento – A.P.R.I.

[3] Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento, Università “La Sapienza” di Roma.

[4] Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica, Università “La Sapienza” di Roma.

[5] Per Processo s’intende la natura della relazione tra gli individui che interagiscono (Yalom, 1995).

[6]Non è stato possibile effettuare il follow-up anche al Gruppo in Lista d’Attesa a causa del previsto alto numero di abbandoni alla ricerca-intervento.